Approfondimenti CCC

CCC – CRANIOSACRALE, CABALA’, CERVELLO

SIMBOLI, ARCHETIPI E VIBRAZIONI NELLA STRUTTURA DEL CORPO UMANO

IL SISTEMA NERVOSO CENTRALE

L’ABSTRACT DEL CORSO

PREMESSA – La Terapia Cranio-Sacrale incontra l’antica Sapienza della Cabalà: questa unione, attraverso l’approfondimento del significato Simbolico ed Archetipico dell’alfabeto ebraico e l’utilizzo di consolidate tecniche di canto terapeutico, è in grado di stimolare i processi di auto-correzione ed omeostasi corporea, grazie all’impatto che i Biofononi (particelle quantistiche relative al suono) hanno sui tessuti connettivo e neurologico, con particolare riferimento al Sistema Nervoso Centrale.

LA STORIA

Nella tradizione cabalistica, la figura del Ba’al Shem (letteralmente il “Padrone del Nome”) fu descritta per la prima volta nel III Secolo C.E. come un personaggio in grado di operare guarigioni miracolose grazie soprattutto all’utilizzo della propria voce: gli scritti dell’epoca narrano di personaggi, chiamati appunto col termine generico di Baalei Shem, che grazie al canto di combinazioni specifiche di lettere dell’Alef-Beit erano in grado di “scacciare dal corpo le entità portatrici di malattie”. Ma è nel Medioevo che la figura del Ba’al Shem incomincia a prendere piede a livello popolare: si hanno prove scritte di alcuni Baalei Shem itineranti che girovagavano nei vari paesi guadagnandosi da vivere operando guarigioni miracolose, sempre cantando combinazioni mirate di lettere dell’Alef- Beit, il cui significato non era noto ai più. Di questi Baalei Shem abbiamo testimonianze scritte fino alla metà del XIX secolo, i più famosi sono il Elia Loans (il Ba’al Shem di Worms, 1555-1636), Adam Ba’al Shem (1680-1734), ed il Ba’al Shem Tov (1698-1760). L’ultimo Ba’al Shem riconosciuto fu Sekl Loeb Wormser (1768-1846).

Prendendo spunto da queste figure storiche, delle quali si dice che padroneggiassero i segreti della Cabalà, in questo corso sarà approfondita la conoscenza delle lettere dell’Alef-Beit dal punto di vista della tradizione cabalistica, che le identifica come archetipi veri e propri, in grado di fungere da catalizzatori per facilitare e velocizzare il processo di auto guarigione corporea. Vedremo il collegamento che le lettere hanno con i 12 Nervi Cranici e le varie porzioni cerebrali, impareremo a cantarle secondo la tradizione cabalistica sia antica che moderna, provando ad ascoltare con le nostre mani le modificazioni immediate che i Biofononi (le particelle quantistiche legate al suono) associati a lettere mirate sono in grado di generare istantaneamente nel tessuto cerebrale.

IL CANTO TERAPEUTICO (o cantoterapia)

È una pratica espressiva e riabilitativa che utilizza la voce e il canto come strumenti per promuovere il benessere fisico, psicologico ed emotivo della persona. Attraverso la respirazione profonda, la vibrazione corporea e l’espressione non verbale, si possono ottenere benefici fisici (Migliora la capacità polmonare, ossigena i tessuti e rinforza i muscoli respiratori e immunitari), chimici (stimola il rilascio di endorfine, dopamina e ossitocina, favorendo il buon umore e riducendo il cortisolo) ed anche sociali e psicologici (riduce l’ansia e combatte l’isolamento, soprattutto nel canto di gruppo, e rafforza l’autostima). Il canto terapeutico ha un effetto comprovato anche sul sistema immunitario: studi clinici (come quelli condotti a Francoforte) evidenziano che un’ora di canto attivo aumenta la concentrazione di immunoglobuline A e citochine, migliorando la risposta immunitaria, aumentando l’ossigenazione del sangue e regolarizzando la pressione sanguigna.

LE NEUROSCIENZE

Le Neuroscienze si sono occupate di studiare l’effetto terapeutico del canto, scoprendo che durante il canto si attivano contemporaneamente la corteccia motoria (per la gestione del diaframma e della respirazione), la corteccia uditiva, il cervelletto (per il ritmo) e il sistema limbico (sede delle emozioni).La pratica costante del canto terapeutico stimola la neuroplasticità, creando nuovi percorsi che migliorano la comunicazione tra l’emisfero sinistro e quello destro.  La respirazione profonda associata al canto e la stimolazione del nervo vago (collegato alla laringe) inducono il rilascio di endorfine, donando calma e riducendo il dolore.

Il canto attiva circuiti cerebrali complessi (aree motorie, sistema limbico e corteccia uditiva) e può “bypassare” percorsi neurali deficitari, risultando utile anche in presenza di disturbi del linguaggio come la balbuzie (attivazione neuronale alternativa).L’azione canora aiuta a stabilizzare il battito cardiaco, la respirazione e i livelli degli ormoni dello stress. Inoltre, il canto corale e di gruppo stimola l’ormone del legame (ossitocina), aumentando il senso di appartenenza e riducendo solitudine e ansia. Le vibrazioni sonore influenzano il cervello trasformandosi in impulsi elettrici che attivano aree emotive, cognitive e la pulizia neurale: studi recenti evidenziano che le frequenze gamma a 40 Hz favoriscono la pulizia dei rifiuti tossici cerebrali e attivano il liquido cerebrospinale. Il cervello percepisce il suono attraverso l’orecchio, che cattura le onde sonore nell’aria e le trasmette al timpano e alla coclea. Le cellule ciliate convertono le vibrazioni in segnali inviati al cervello tramite il nervo uditivo in modo da permettere al cervello di decodificare questi segnali in suoni riconoscibili, collegandoli a memoria ed emozioni.

Alcuni neuroscienziati e medici hanno condotto e pubblicato studi fondamentali sugli effetti della musica e del canto sul cervello:

  • Mitchell L. Gaynor (1956–2015)

Il Dr. Gaynor, rinomato oncologo e direttore di oncologia medica presso lo Strang Cancer Prevention Institute di New York, è stato un pioniere assoluto dell’integrazione del suono nella medicina convenzionale. La sua celebre frase racchiude il cuore della sua ricerca: “Non c’è sistema di organi nel corpo che non sia influenzato dal suono e dalle vibrazioni”.

Gaynor iniziò a utilizzare la terapia del suono nel 1991, diventando uno dei primi medici occidentali a introdurre strumenti sacri e meditativi in un reparto oncologico. I suoi strumenti principali includevano: ciotole tibetane d’oro e campane di cristallo di quarzo utilizzate per produrre toni puri capaci di avviare il processo di rilassamento profondo; Canto e “Toning”: l’uso della propria voce per rilasciare blocchi emotivi e tensioni interne; tecniche di respirazione e meditazione guidata per canalizzare le frequenze sonore all’interno delle cellule.

I suoi studi e le osservazioni cliniche hanno dimostrato che il suono agisce sul corpo umano a livello fisiologico profondo (sub-cellulare) attraverso tre meccanismi:

  1. Riduzione dello stress e del cortisolo: lo stress deprime drasticamente il sistema immunitario. I bagni di suoni riducono la produzione di ormoni dello stress, permettendo alle difese naturali dell’organismo di riattivarsi;
  2. Innalzamento delle immunoglobuline: Gaynor notò che dopo sessioni di ascolto e canto, i livelli di immunoglobuline (anticorpi chiave del sistema immunitario) aumentavano significativamente nei pazienti;
  3. Sintonizzazione (Entrainment): il principio fisico per cui il ritmo biologico alterato del paziente (battito cardiaco accelerato, pressione alta) si “sintonizza”e si stabilizza sulle frequenze armoniche e rilassanti degli strumenti esterni

Il Dr. Gaynor ha divulgato i risultati delle sue ricerche in diversi testi di successo mondiale, tra cui spicca: The Healing Power of Sound (1999), edito in Italia come Il potere guaritore del suono): Una guida pratica con esercizi di respirazione e vocalizzazione mirati al benessere cellulare.

  • Gottfried Schlaug

Neurologo e neuroscienziato presso Harvard Medical School e il Beth Israel Deaconess Medical Center, ha dimostrato che i cantanti professionisti presentano un adattamento strutturale del cervello, in particolare nel fascicolo arcuato (il fascio di fibre che collega l’area uditiva a quella motoria). È celebre per aver ideato la Melodic Intonation Therapy (Terapia di Intonazione Melodica), che sfrutta il canto per riabilitare i pazienti colpiti da ictus o afasia (perdita della capacità di parlare), aiutandoli a recuperare il linguaggio attraverso la melodia.

  • Sam Norman-Haignere

Professore di neuroscienze all’Università di Rochester ed ex ricercatore del Massachusetts Institute of Technology (MIT), nel 2022 ha guidato un importante studio pubblicato su Current Biologyin cui ha scoperto l’esistenza di una popolazione specifica di neuroni nella corteccia uditiva umana che si attiva selettivamente all’ascolto del canto, distinguendolo sia dalla voce parlata sia dalla musica puramente strumentale.

  • Robert J. Zatorre

Luminare delle neuroscienze cognitive presso il Montreal Neurological Institute della McGill University e co-fondatore del laboratorio BRAMS (Brain, Music and Sound), ha pubblicato centinaia di studi sulla percezione dell’altezza tonale (pitch), sull’immaginazione musicale e su come il cervello elabora le emozioni e la ricompensa (come il rilascio di dopamina) durante l’ascolto e l’esecuzione vocale o strumentale

  • Alice Mado Proverbio

Professoressa di neuroscienze cognitive all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, si occupa di neurofisiologia della percezione musicale e linguistica, studiando le asimmetrie emisferiche del cervello e i cambiamenti di plasticità neurale che avvengono quando una persona canta o suona uno strumento.

LA BIOFISICA ED I BIOFONONI

I biofononi sono “quanti” di vibrazione sonora emessi dai tessuti viventi, in particolare dai processi cellulari e dal DNA (nella fisica quantistica, un “quanto”è la quantità minima di energia scambiata in un processo).

Nel corpo umano e negli organismi viventi, questa energia si manifesta sotto forma di piccolissime emissioni. I biofononi sono micro-vibrazioni acustiche o quanti di vibrazione (fononi biologici) associati alle dinamiche molecolari interne alle strutture viventi, come i movimenti di stretching e twisting delle coppie di basi del DNA o l’attività conformazionale delle proteine.

Mentre la fonazione macroscopica riguarda la produzione di suoni udibili all’esterno tramite l’apparato pneumofonatorio, il concetto biofisico di biofonone esplora la risonanza a livello ultrastrutturale e molecolare nei tessuti biologici.

L’interazione tra biomasse e biofisica delle vibrazioni cellulari è un campo di ricerca all’avanguardia che studia come le cellule (di piante, batteri o funghi) producano e rispondano a segnali meccanici e frequenze vibrazionali. Le biomasse non sono solo materia organica inerte da bruciare o trasformare; sono composte da strutture cellulari vive o precedentemente attive.

La biofisica delle vibrazioni cellulari (spesso legata alla meccanobiologia o sonocitologia) dimostra che ogni cellula viva vibra a frequenze specifiche (nell’ordine dei kHz). Queste vibrazioni riflettono lo stato metabolico, la salute e la rigidità della parete cellulare della biomassa. Le vibrazioni sonore sono variazioni di pressione meccanica che si propagano attraverso un mezzo, mentre i biofononi sono quanti di energia acustica o vibrazionale associati a dinamiche molecolari e biologiche, come i movimenti conformazionali del DNA o le pulsazioni cardiache. Ogni suono origina da un corpo vibrante e si trasmette nei tessuti corporei (composti in gran parte da acqua), stimolando il sistema nervoso e la percezione profonda. A livello microscopico, i biofononi descrivono i moti di stretching e twisting delle coppie di basi del DNA o le micro-vibrazioni acustiche ed elettromagnetiche prodotte dall’attività cellulare e cardiaca.

Campi di applicazione pratici sono gli Ultrasuoni, cioè l’uso di vibrazioni ad alta frequenza (ultrasuoni) che provoca il fenomeno della cavitazione.

Paolo Manzelli

Il Professor Paolo Manzelli, Professore Ordinario di Chimica Fisica all’Università di Firenze dal 1970, Esperto di Programmazione Neurolinguistica, Fondatore e Presidente dell’Associazione telematica culturale e scientifica EGO-CreaNet (Espansione Globale degli Osservatori sulla Creatività), Presidente di First Channel Network, Direttore Scientifico del Progetto TASTI, nelle sue pubblicazioni scrive che: “I Biofononi del Suono Quantico permettono la comunicazione del DNA nucleare e mitocondriale nel sistema biologico. Le onde quantiche che sono trasformate dall’Entanglement codificano e trasmettono informazione con varie modalità probabili che interconnettono la informazione epigenetica a quella genetica per tramite alimentazione, acqua, luce, suono, e campi elettromagnetici.” Questa tipologia di studi di codificazione “energia e informazione” è il tema più avanzato delle moderne ricerche sulle relazioni Bioquantiche della vita, tra Energia come Materia (EM).

LA STRUTTURA DEL CORSO

Nella prima parte del corso si inizia con l’approfondimento delle lettere dell’alfabeto ebraico, che si possono considerare degli Archetipiche stanno alla base della struttura fisica, emozionale e mentale dell’individuo e delle sue dinamiche. Questa parte di corso intende condurre lo studente alla conoscenza delle potenzialità intrinseche degli archetipi/lettere come strumenti di armonizzazione terapeutica al fine di aiutare la persona ad accedere alle risorse dell’inconscio superiore per giungere alla risoluzione del disagio fisico.

Nella seconda parte del corso verrà introdotto il concetto di “cisti energetica”, studiato dal Dottor John E. Upledger, creatore della CranioSacral Therapy, che sarà utilizzato per mostrare allo studente la tecnica della posizione combinata di bilanciamento tensivo, base di partenza per i trattamenti applicati.

Inoltre, si intende condurre lo studente ad ampliare le proprie conoscenze riguardanti le 12 paia di Nervi Cranici ed alcune zone cerebrali, descrivendone anatomia e funzione, per poi metterle in relazione con delle specifiche lettere/archetipi da utilizzare come strumento di integrazione terapeutica per sviluppare un lavoro consapevole di rilascio delle tensioni del tessuto neurologico e delle manifestazioni somatiche di profonde dinamiche emozionali, al fine di aiutare la persona sofferente a riconoscere l’origine del problema, accompagnandola alla risoluzione del disagio fisico.

A ogni corso è fornita una guida di studio completa degli argomenti trattati.

LA FINALITÀ DEL PROCESSO FORMATIVO

Lo scopo del corso è di fornire strumenti che permettano all’operatore di ampliare il proprio bagaglio di conoscenza delle dinamiche simboliche ed archetipiche riferite, in questo caso, all’alfabeto ebraico. Inoltre, si mira ad ampliare le conoscenze sul Sistema Nervoso Centrale e ad applicare ad esso tecniche mirate di canto al fine di utilizzare in modo consapevole le vibrazioni sonore, i Biofononi (particelle quantistiche relative al suono), il tutto al fine di accrescere la capacità interpretativa e di elaborazione dei contenuti emozionali e fisici alla base dell’insorgenza dei problemi somatici della persona sofferente, per indirizzarla verso un percorso profondo di consapevolezza e guarigione.

GLI OBIETTIVI DEL CORSO

COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI – Il corso ha l’obiettivo di fornire utili strumenti per l’operatore affinché possa approfondire le proprie conoscenze sulle dinamiche simboliche ed archetipiche dell’alfabeto ebraico, di ampliare il proprio bagaglio conoscitivo sul sistema nervoso centrale ed applicare ad esso tecniche mirate di canto, al fine di utilizzare le vibrazioni sonore, i Biofononi (particelle quantistiche relative al suono), per aiutare la persona ad interpretare ed elaborare contenuti emozionali e fisici all’origine dei problemi.

LA METODOLOGIA DEL CORSO

La trasmissione della conoscenza è organizzata in modo che gli allievi possano acquisire le nozioni teoriche e pratiche che consentono la cura del paziente ponendo ogni studente in condizione di costruire e gestire i propri gesti e l’azione terapeutica.

L’EVENTO PREVEDE: Lezioni frontali e laboratorio pratico per acquisizione abilità tecnico-manuali;  Parte pratica svolta sotto controllo del docente.

Ai discenti sarà consegnata una guida di studio completa degli argomenti trattati.