UPLEDGER ITALIA - Accademia Cranio-Sacrale

CSCV
CST NEL CICLO VITALE – SEPARAZIONI MORTE E PERDITA

Requisiti: il corso è aperto a chi ha già concluso il corso SER 1 - PRIMO LIVELLO DI RILASCIO SOMATO-EMOZIONALE

Prerequisiti: lettura dei testi didattici sotto elencati.

- titolo TERAPIA CRANIO-SACRALE, TEORIA E METODO;
autore John E. Upledger e Jon D. Vredevoogd; edizioni BioGuida.
- titolo TERAPIA CRANIO-SACRALE, OLTRE LA DURA MADRE;
autore John E. Upledger; edizioni BioGuida.
- titolo RILASCIO SOMATO-EMOZIONALE E OLTRE, IL TRAUMA E LA MENTE; autore John E. Upledger; edizioni BioGuida.
- titolo ANATOMIA DELLA MENTE - A BRAIN IS BORN;
autore John E. Upledger; edizioni BioGuida.
- titolo MENTE E CELLULE - IL DIALOGO INTERIORE CON IL DNA;
autore John E. Upledger; edizioni BioGuida.
  • Durata: 4 (quattro) giorni.
  • Struttura del corso: parte teorica, parte dimostrativa, parte pratica supervisionata.
  • Attestati: Attestato Upledger Italia (per la partecipazione al corso specifico).
  • Argomenti trattati: leggi il contenuto di questa pagina (subito di seguito al calendario se presente).
  • Sede, orari, modalità di iscrizione: leggi tutto nel modulo di iscrizione (cliccando l’icona del PDF se presente)
    in corrispondenza alla data scelta (se presente nel calendario) tra quelle segnalate per questo corso.
  • Crediti ECM: nel 2018, 36,1 crediti ECM

Avvertenze:

  • per qualunque informazione in merito alla logistica del corso, fa fede quanto riportato nel modulo di iscrizione specifico inserito nel calendario dei corsi (a meno di successive e diverse comunicazioni spedite via mail, o pubblicate sul sito web dall'Upledger Italia);
  • gli orari ed il protocollo del corso vanno interamente rispettati ai fini dell'ottenimento dell'Attestato Upledger e dei Crediti ECM (se spettanti e ove previsti);
  • I termini terapeutici usati nella descrizione dei corsi, sono riconducibili ai protocolli internazionali e agli Abstract ove utilizzati per l'accreditamento ECM dei corsi stessi.

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Corso/EventoPer chiDoveECMQuandoModulo iscrizione
CSCV dal SER 1 in poi TriesteECM dal 23/01/2019
al 26/01/2019
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ODE ALLA VITA

- a cura del Dott. Diego Maggio, Bsc (Hons) D.O., CST-D

Ho proposto questo seminario memore dell'ispirazione che mi ha dato il Dott. John E. Upledger, quando esortava i suoi studenti a lavorare con la CranioSacral Therapy, con una frase che lui spesso soleva dire: -“Possiamo portare al mondo un tocco migliore”-.

Infatti questo seminario, pur affrontando argomenti quali: separazione, morte e perdita, vuole essere: un’Ode alla Vita.

Immagino che vi chiederete: “come è possibile fare un’ode alla vita di fronte a questi temi?”.

Posso rispondervi iniziando dal tema più ostico: la morte, che è “la perdita delle perdite”.

Noi non abbiamo conoscenza della morte, se non in modo indiretto. Allora come possiamo essere di supporto a chi sta affrontando questa esperienza?

Guardando all'evoluzione biologica della nostra specie, noi tutti abbiamo un ciclo di tempo in cui ci è data la possibilità di rivalutare e completare alcuni di quelli che consideriamo dei “cicli biologici”, che vanno a formare la mappa del nostro intero ciclo vitale, dalla nascita alla morte.

In questo nostro completo ed esclusivo ciclo di vita, molti aspetti (soprattutto emotivi, oltre che fisici) interferiscono con la naturale progressione biologica e, a volte, anche in modo talmente incisivo da modificare e accelerare le nostre stesse funzioni biologiche, facendoci avvicinare prematuramente ad una prospettiva di “fine della nostra vita organica”.

Ed ecco ora a voi il mio pensiero di “Ode alla Vita”. Il Dottor John E. Upledger ci dice che: -“La cranio Sacrale Therapy è sia una forma artistica altamente intuitiva, sia una modalità altamente scientifica.” -

La mia definizione prediletta sull’arte è quella in cui si descrive ogni gesto consapevole della vita come una forma d’arte. Quindi, la consapevolezza, anche di un solo istante della nostra vita (dall’intuizione all’esperienza), diventa: arte.

Questo pensiero può aiutarci ad affrontare, come Facilitatori, un compito così delicato come l’accompagnamento alla morte e al morire: nel nostro essere presenti, come ci è stato insegnato nella Tecnica Cranio-Sacrale, attraverso l’ascolto vigile e consapevole rivolto alla persona che sta vivendo questa esperienza e, soprattutto, nella gratitudine di poterlo assistere e supportare.

Ma prima ancora, nel contemplare i temi di separazione e perdita e, citando ancora una volta quanto ha detto il Dott. Upledger, dovremo ricordarci di aver appreso che: - “Il corpo è in una disfunzione organizzata; noi compiremo la disgregazione e gli chiederemo di riorganizzarsi” -.

Infatti, portando alla nostra consapevolezza le varie ragioni che hanno causato, e che causano, una frustrazione al nostro processo biologico, potremo andare a valutare ciò che inibisce il nostro benessere e, alla luce di questa consapevolezza, potremo lavorare sui processi distruttivi, per modificarli e trasformarli in elementi utili ai processi costruttivi per la nostra vita.

Così facendo potremo mettere in atto quello che, sia le tecniche, sia la visionaria genialità del Dott. Upledger, ci permettono di realizzare: rendere la nostra vita “un tocco migliore” e portare questo tocco anche a chi entrerà in contatto con noi per accompagnarci in una fase della nostra vita, o per chiederci aiuto, o a chi nel nostro percorso ci è sempre stato vicino e a cui forse noi saremo vicini, anche in situazioni di inevitabile trasformazione finale del ciclo vitale.

Diego Maggio

 

L’APPROCCIO SISTEMICO DELLA CST: IL CICLO VITALE.

Navigazione da una sponda (a noi nota)
ad una sponda certa (ma ignota)…,
in una visione olistica dell’essere umano.

- a cura della Dott.ssa Monica Lanzillotta

La CranioSacral Therapy è una modalità di trattamento globale – cioè olistica, sistemica – che per le sue caratteristiche di palpazione e di ascolto permette di sostenere il Benessere dell’Essere Umano in ogni fase del suo ciclo vitale, dalla condizione intrauterina alla conclusione della sua esistenza, passando per ogni possibile condizione (come: malattia, trauma, coma, coma vegetativo irreversibile).

È la bussola che ci dà l’orientamento metodologico e di protocollo, ma che ci dispone anche ad affrontare un viaggio in cui il Facilitatore depone ogni aspettativa e logica gestionale del trattamento, per aprirsi all’ascolto del qui ed ora del sistema dell’Altro, all’ascolto del Sé.

Questo seminario intende affrontare momenti specifici e diversi del ciclo vitale, tutti egualmente caratterizzati da un punto comune e proprio dell’esperienza umana: la separazione.

Separazione in tutte le sue declinazioni e possibili vissuti, oggettiva e soggettiva, dalla nascita alla conclusione dell’esistenza. Poiché tutti siamo consapevoli di dipanare la nostra esistenza all'interno di un ciclo di nascita e morte e consapevoli che tutto ciò che ci circonda, compresi stelle e pianeti che, in tempi diversi, sono sottoposti al medesimo retaggio…

La Medicina delle Mani – come ai Bambini piace tanto definire il Metodo Upledger – vuole qui “ascoltare la voce del corpo”, anche quando altre voci sono impedite da vincoli anche irreversibili, o semplicemente dal dolore della perdita.

È facilmente accaduto a tutti di immaginare e paventare la perdita di persone amate (soprattutto da piccoli la perdita dei genitori...) o pensare alla propria morte fino ad immaginare, invisibili testimoni, il dipanarsi degli eventi.

Abbiamo giocato con auto-ironia a compilare il nostro epitaffio o fantasticato su come vorremmo veder svolgere gli eventi. Talvolta abbiamo fatto delle azioni concrete, oggi come oggi sollecitate anche dalle leggi del nostro stato, predisponendo le nostre volontà in caso di morte improvvisa o di perdita di coscienza (es.: autorizzazioni e volontà testamentarie, che sono anche un tema oggi estremamente attuale e vivace del dibattito sociale e politico europeo).

Come sia, se siamo adulti, può facilmente essere accaduto di aver perso uno stretto familiare, un parente od un amico. O di essere rimasti colpiti da eventi di cui siamo venuti a conoscenza.

Tuttavia, il senso di perdita e di lutto interiore non emergono solo in presenza di una perdita oggettiva ed irreversibile di una persona cara, fondamento per la nostra esistenza. Noi sperimentiamo l’abbandono e la perdita anche in molte altre situazioni della nostra esistenza, per le quali talvolta non proviamo meno dolore.

Nella celebre “Scala degli eventi stressanti di Holmes e Rahe”, gli autori, in base alle loro ricerche stimarono 43 eventi distribuiti secondo un punteggio da 10 (minimo stress) a 100 (stress ad incidenza massima).

2 Il Ciclo Vitale: separazioni, morte e perdita in CST

Al primo posto troviamo la morte del coniuge, che è un evento oggettivo ed irreversibile. Subito dopo, però, troviamo la separazione; al quarto posto la prigionia e al quinto la perdita del lavoro.

Sappiamo inoltre che la condizione vitale, non solo in termini di emozioni ma anche di orientamento profondo della nostra esistenza, in cui il trauma stesso ci ha colti, definirà gli effetti biofisici del trauma e la loro evoluzione.

Ci disporremo, dunque, a muoverci nello strutturare specifiche abilità, al sostegno e alla facilitazione di un sistema che sperimenta la separazione e la perdita oggettive o soggettive, partendo spesso da dati noti per avviarci verso un “Nuovo” che sperimenteremo come una nuova comune nascita.

La morte riporta ognuno prima di tutto ad interrogarsi sul senso della Vita ed a dargliene uno.

Di fatto la CST può essere utile al meccanismo auto-correttivo del paziente nella trasformazione delle cause interne di sofferenza.

L’attenzione data dal Dott.Upledger a tutti i sistemi di Medicina Naturale ed energetica, prima fra tutte la plurimillenaria Medicina Tradizionale Cinese, rimanda alla collocazione di perdita e morte come eventi naturali che danno maggior comprensione e rilievo alla vita che li ha preceduti.

Il Benessere Sistemico, inteso come condizione di autenticità, serenità, sentimento di amore ed unità, di senso e valore, di gratitudine e pacificazione, può e deve essere perseguito a buon diritto da ogni Essere Umano, in ogni età ed ogni condizione fisica e/o mentale e comunicativa (distrofia muscolare, sclerosi multipla, SLA, Alzheimer, coma, coma vegetativo irreversibile…).

La società occidentale affronta con paura, evitando e talvolta perfino trasgredendo, il tema della morte e del morire. Oppure riporta anche questo evento esistenziale – come l’ospedalizzazione del parto e della nascita sotto l’egida di rigidi protocolli operativi e farmacologici internazionali – alla gestione e diagnosi medica (un contesto molto specifico e limitato dove fare rilievi e valutazioni in merito).

Le più diverse civiltà ci hanno trasmesso accoglienza, cura, rispetto e valore del passaggio della perdita, molto più ricco e vitale di quanto oggi abbiamo agio di sperimentare. Ma possiamo riprendere il viaggio dei nostri antenati e recuperare lo spirito vitale autentico delle separazioni nel ciclo vitale.

Questo seminario si propone con coraggio anche di supportare il riappropriarsi di vissuti più naturali e innati, liberati da stereotipi e automatismi mentali – “la mente-mente” – per ridarci il contatto con un nostro vissuto veridicamente più autentico del nostro “sentire” in merito a ciò. Cos'è DAVVERO importante per noi? Cosa realmente fa la differenza per il nostro sistema?

Ciò ci permetterà di contare su una self-confidence (fiducia in se stessi) preziosa ed efficace nelle situazioni professionali di supporto e facilitazione che andremo ad affrontare.

Sapremo esserci in empatia, senza temere il coinvolgimento in simpatia.

Un processo di presenza nell’autentico amore incondizionato, per vivere nella Vita anche i momenti del passaggio durante la separazione: una navigazione da sponda a sponda, che da sempre sappiamo attenderci e che possiamo conoscere, abbandonandone noi per primi ogni paura fittizia.

Monica Lanzillotta

 

PREMESSA   Il corso è stato progettato per avvicinarsi ad aspetti quali la definizione di morte e transizione, dal punto di vista e del terapeuta e del paziente e  si sviluppa attraverso un laboratorio pratico nel quale il discente apprenderà le tecniche manuali  per essere di aiuto sia agli ammalati terminali che a coloro che stanno  soffrendo a causa di una perdita in quelle che vengono  definite “piccole morti” quali: divorzio, perdita del lavoro, perdita di una persona cara, ecc.  

Per questo si rende necessaria una formazione specifica sull’argomento e riteniamo utile riflettere sull’ azione gesto di cura e la condivisione delle diverse riflessioni tra i professionisti che operano a stretto contatto con la perdita e la morte. Pensiamo che questo rappresenti un modo per favorire la circolarità delle azioni all’interno dell’equipe, equipe che comprende anche lo stesso malato e i suoi care–giver.  

 

ABSTRACT   L’esigenza di collocare il gesto professionale accogliente e terapeutico nel panorama delle proprie competenze è molto sentita dai professionisti sanitari. Se il senso del tatto è essenziale per l’esecuzione di procedure tecniche di alta abilità, non lo è di meno per stabilire un contatto con le persone di cui ci prendiamo cura . Ciò è tanto più vero quanto più il toccare diviene una modalità per acquisire informazioni, e soprattutto quando diventa terapeutico.  

Oggi l’operatore sanitario non è più l’emanazione di una gestione medica del tutto soggettiva di un corpo-oggetto, ma un soggetto che al pari con l’altro, la persona malata, dà origine al dialogo che porterà all’alleanza terapeutica all’interno di una relazione d’equipe.  

Da queste convinzioni parte il nostro desiderio di partecipare alla condivisione di una conoscenza che porterà ad un miglioramento delle nostre competenze di operatori della salute. Ma toccare è solo il veicolo: in ultima analisi, è la consapevolezza che guarisce. Se il gesto esprime consapevolezza, il contatto fisico avrà effetti trasformativi. (Frank Ostaseski)  

Il “contatto” aptonomico infatti, offrendo una conferma affettiva al soggetto, gli consente di acquisire una “sicurezza di base” che mette in moto una serie di fenomeni psico-fisici positivi e può modificare anche la capacità di rispondere alle malattie ed, alla fine, di “vivere” il tempo del morire. Il termine aptonomia deriva dalla congiunzione di due parole greche “hapsis”, che significa “il tocco, il tatto” “stabilire un contatto” e nomos che significa “regola”.  

Parlando della valenza del gesto di cura bisogna porsi una riflessione sui due fenomeni che lo compongono: gesto e azione. Entrambi implicano un contatto ma mentre il primo ha una caratteristica comunicativa, il secondo ha come principale caratteristica l’essere composto da movimenti che formano una prassi. Gli operatori che lo mettono in atto sembrano avere due precise necessità:
la giustificazione scientifica, il razionale che è poi la base etica di questo contatto (fa bene? perché?)
la definizione delle prassi, la possibilità cioè di essere codificato per poterne parlare, per poterlo  trasmettere (in che cosa consiste? come si fa? quando?)  

Al razionale operativo all’interno del percorso CST ci appelliamo per la scelta di quel gesto che sia efficace, descrivibile, ripetibile, trasmissibile, registrabile, la qual cosa non è solo un’esigenza scientifica, ma si basa sull’etica di dare alla persona il miglior intervento possibile.   Alle caratteristiche qualitative del contatto sono invece legate le istanze personali, individuali. La possibilità di trovare la modalità giusta è maggiore con la gamma più ampia di conoscenze legate alla professionalità e alla motivazione degli operatori.  

 

FINALITÀ DEL PROCESSO FORMATIVO   Il corso è stato progettato per avvicinare gli operatori sanitari ad aspetti quali la definizione di morte e transizione, dal punto di vista e del terapeuta e del paziente;  si sviluppa attraverso un laboratorio pratico nel quale il terapista apprenderà le tecniche manuali per essere di aiuto sia agli ammalati terminali che a coloro che stanno soffrendo a causa di una perdita in quelle che vengono  definite “piccole morti” quali: divorzio, perdita del lavoro, perdita di una persona cara, ecc. Ci si propone quindi di approfondire le tecniche di massaggio leggero della CST rimarcando l'importanza degli approcci multidisciplinari per il progresso dell’alleanza terapeutica all’interno di una relazione d’equipe sviluppando il concetto che queste possono :
• essere indirizzate al comfort, al sostegno affettivo e al benessere della persona;
• rivolgersi ad un sintomo preciso, come il dolore, la rigidità, il gonfiore…;
• essere intese come terapia di un certo problema,
• tendere a dare un apporto attraverso metodiche complementari, come il riequilibrio energetico.  

 

PROGRAMMA SINTETICO DEL CORSO  
 L’approccio sistemico della CST
 la naturalità della Morte e del Morire
 la separazione e la perdita come trauma oggettivo della mente
 la perdita oggettiva (es: lavoro, casa, ecc.) e soggettiva (es: rapporti, ecc.)
 le remissioni spontanee
 esercitazione di Crescita Personale: Memorandum
 la CST e l’approccio quantistico
 i 4 Punti Fondamentali del Terapista/Facilitatore
 il campo elettromagnetico vitale
 la memoria fasciale
 il modello di relazione Soggetto/Facilitatore
 il compimento biologico
 la Fisiologia della Morte in CST: dati biofisici possibili
 palpazione e ascolto e indicatore significativo
 perdite biologiche, oggettive, relazionali e d’identità
 reazioni biofisiche, mentali, comportamentali ed emotive, nelle separazioni, perdite, morte
 il Terapista/Facilitatore: spazio, presenza, funzioni
 il ruolo dell’Intento
 lavorare in CST sulla perdita con la Famiglia
 la Trasformazione dell’Atteggiamento è Vita.                                          

La Tecnica Cranio-Sacrale, CranioSacral Therapy, avendo come obiettivo il benessere, non è professione sanitaria e non svolge attività riservate esclusivamente alle professioni sanitarie. In questo senso il termine "terapia - therapy" non è inteso in un'accezione strettamente sanitaria, bensì in riferimento alla nozione estensiva di "salute" (e quindi inevitabilmente anche di "terapia") così come formulata dall'OMS: "stato di completo benessere fisico, emotivo, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia". Se la salute viene definita in questa maniera è inevitabile che il suo raggiungimento o il suo ripristino non possa passare esclusivamente per la funzione delle professioni sanitarie. La CST è pertanto anche impiegata in ambito sanitario come risorsa complementare e aggiuntiva, sempre e comunque su indicazione e sotto la responsabilità di personale sanitario, in linea con la sua storia e la sua tradizione e sempre nel merito delle specifiche competenze, conoscenze e abilità di ciascuna professione (sanitaria o non ordinistica).

La materia appresa durante i corsi è da considerarsi un'esperienza di formazione culturale ovvero professionale. La sua applicazione è consentita ai professionisti sanitari e l'applicazione da parte di professionisti non ordinistici è subordinata e regolamentata dalla legge nazionale 4/2013.
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